Aiuto società in crisi - Prestito partecipativo

I prestiti partecipativi rappresentano formule creditizie adatte a finanziare i progetti delle piccole e medie imprese. Che cosa sono e che cosa rappresentano i prestiti partecipativi? Quali sono gli elementi caratterizzanti di questo particolare forma di finanziamento? Chi può accedervi?

Che cosa sono e come funzionano?

Le imprese costituiscono uno dei motori importanti del nostro paese: danno vitalità all'economia italiana e aiutano tutto il territorio a compiere passi in avanti verso un futuro più roseo, al fine di uscire dalla crisi odierna.

Un numero sempre maggiore di aziende ricorre a formule di finanziamento, al fine di migliorare la propria condizioni e giocare la carta vincente.

Sarebbe doveroso spendere un intero articolo alla grande caparbietà e capacità degli imprenditori italiani, qualsiasi sia il loro settore di operosità, i quali con ingegnosità, originalità e perseveranza hanno condotto il made in Italy ai più alti livelli di competitività mondiale, ma questo non è il portale adatto; dunque, ci si limita a dire che il Governo avrebbe da guardare un po' ai propri cittadini, alle piccole e medie imprese e apprezzarne la loro grandiosità, anziché stroncarle con pesanti sconfitte economiche o, peggio ancora, con avvilenti divieti che costano la vita.

I prestiti, allora potrebbero ricondurre il Belpaese ad uno splendore che non ha più il gusto di una mera malinconia passata, ma di un attivismo presente, al fine di non stringersi tra le spalle e consolarsi amaramente con la frase "Non ci resta che piangere!".
Una della forme di credito più adottata dalle imprese è quella del prestito partecipativo: qui di seguito, si forniranno tutte le informazioni al riguardo, al fine di offrire una guida completa e precisa, utile a tutte le aziende italiane.

CHE COSA SI INTENDE PER PRESTITO PARTECIPATIVO?

Il prestito partecipativo rappresenta una forma di finanziamento tra il medio e il lungo termine che non si rivolge alle famiglie o ai privati, ma viene destinato esclusivamente alle piccole e medie imprese. In questo modo, il credito versato, proveniente da fonti complementari dal tradizionale credito bancario, favorisce il concreto investimento aziendale.

Tale forma creditizia presuppone un alto livello di rischio, dunque viene preferita ed è adatta per finanziare progetti mirati allo sviluppo economico e all'innovazione aziendale.
Tramite l'ottenimento del prestito partecipativo, l'impresa gode di risorse aziendali consistenti, in grado di coprire lo sviluppo aziendale, senza per tale motivo intaccare i problemi della struttura finanziaria per ciò che riguarda i risultati operativi al servizio del debito.

Il prestito partecipativo viene anche definito capitale per lo sviluppo, in quanto mira al finanziamento dei programmi di sviluppo, di ammodernamento e di innovazione; si escludono, invece, tutti quegli interventi di consolidamento dell'indebitamento bancario pregresso.

COME FUNZIONA IL PRESTITO PARTECIPATIVO?

Il prestito partecipativo (prestito innovativo) è stato introdotto nell'ordinamento legislativo italiano con l'articolo 35 della legge 5 ottobre 1991 n. 317; il prestito partecipativo si configura come un rapporto triangolare tra la banca, l'azienda e i terzi coobligati, ovvero i soci.
La vera particolarità del prestito partecipativo consiste nel rimborso: una parte di tale somma, infatti, è commisurata ai risultati economici che l'azienda ha raggiunto.
La durata dei prestiti partecipativi viene compresa tra i 5 e i 10 anni, con un piano di ammortamento suddiviso in rate trimestrali o semestrali.Spesso, il piano di rimborso prevede un periodo di preammortamento che può andare da 1 a 3 anni.
I prestiti partecipativi possono essere suddivisi tra le seguenti due tipologie:

  • la finanziaria
  • l'equity.

La prima formula si fonda su un piano di rimborso subordinato a base rateale, mentre la seconda prevede la partecipazione dell'istituto finanziatore nel capitale sociale dell'impresa, diventando, dunque, un socio aziendale.
La formula equità consente all'istituto erogante di partecipare al rischio o al guadagno dell'impresa, in base agli investimenti pianificati in precedenza; la banca finanzierà l'azienda fornendo una liquidità immediata, mentre i soci contribuiranno ad aumentare la propria quota partecipativa al capitale di rischio dell'azienda.

Il prestito partecipativo si configura come un'anticipazione del capitale di rischio, in questo modo, i soci possono dilazionare nel tempo l'impegno finanziario, dall'altra parte, l'impresa può ottenere già da subito le risorse necessarie per la sua operatività.

QUALI SONO GLI ELEMENTI CARATTERIZZANTI DI UN PRESTITO PARTECIPATIVO?

Gli elementi caratterizzanti di un prestito partecipativo sono i seguenti:

  • il rimborso;
  • la remunerazione;
  • le garanzie.

Il rimborso della quota capitale sul debito è a carico dell'impresa: tale importo viene calcolato sull'aumento del capitale sociale, in relazione dell'ammortamento rateale del prestito.
La remunerazione, invece, viene stabilita in fase di accordo e rappresenta il pagamento degli interessi, in aggiunta ad una componente minima che viene garantita in base ad un tasso concordato, variabile in base alla tipologia di finanziamento e alla performance dell'impresa.


In ultimo, le garanzie servono per rappresentare la capacità della singola azienda di rimborsare la quota di credito: tali garanzie possono essere supportate da quelle personali dei singoli soci o da clausole contrattuali specifiche.

A CHE COSA SERVE IL PRESTITO PARTECIPATIVO? CHI PUÒ RICHIEDERLO?

I presupposti per far sì che un'azienda possa godere di buona salute, consistono in pochi ma basilari aspetti favorevoli al suo sviluppo, quali ad esempio un mercato favorevole e una sana gestione produttiva; tuttavia, talvolta anche in compresenza di più aspetti positivi, l'impresa non è in grado di assicurarsi un successo imprenditoriale, in quanto carente di adeguati capitali propri.
In questo caso, ricorrere ad un prestito partecipativo, consente di recuperare presto l'equilibrio finanziario, consentendo ai soci di essere preparati per sostenerlo.
I diretti destinatari dei prestiti partecipativi sono le piccole e medie imprese; la loro finalità deve essere quella di finanziare un progetto che miri al miglioramento, allo sviluppo e all'innovazione dell'intera struttura aziendale.


Le società in fase di sviluppo, o meglio ancora, le startup, rappresentano i destinatari ideali e più avvantaggiati per usufruire dei prestiti partecipativi: sviluppo, miglioramento e innovazione sono i principi cardini per tale tipologia di finanziamento.

COME RICHIEDERE UN PRESTITO PARTECIPATIVO?

Le modalità di richiesta dei prestiti partecipativi variano da banca a banca, da regione a regione e da progetto a progetto: ogni bando e istituto, dunque, fornisce le istruzioni per inoltrare la richiesta di finanziamento, prevedendo, nel dettaglio, anche l'elenco di tutti i requisiti necessari per accedervi.
L'importo concedibile copre un importo pari al 100% del capitale previsto, ma esso viene stabilito anche in relazione all'impegno assunto dai soci.


La richiesta di prestito partecipativo viene presentata agli istituti di credito, insieme alla seguente documentazione:

  • il bilancio degli ultimi due esercizi;
  • il certificato d'iscrizione alla Camera di Commercio;
  • l'elenco degli affidamenti bancari e dei relativi utilizzi;
  • una relazione sull'attività dell'impresa corredata anche dal programma d'attività previsto;
  • il conto economico di previsione a regime dopo la realizzazione del programma d'attività;
  • il versamento dell'acconto delle spese di istruttoria.
QUALI SONO I PRINCIPALI VANTAGGI GARANTITI DAI PRESTITI PARTECIPATIVI PER LE AZIENDE?

Il principale vantaggio offerto dal prestito partecipativo è rappresentato proprio dall'elemento partecipativo, inoltre, il costo base (fisso) è piuttosto contenuto, così da consentire, anche ad aziende più piccole o di nuova formazione, di sostenere l'onere del finanziamento, in quanto, sin dall'inizio le imprese godranno delle risorse necessarie per la loro operatività.

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